Petunie geneticamente modificate nel colore del fiore non autorizzate all'immissione in commercio

Nell’Unione europea l'immissione in commercio di materiale vegetale geneticamente modificato (OGM) è soggette ad autorizzazione ai sensi della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati (OGM).

Recentemente è stata rilevata, nella rete commerciale dell’Unione europea e in quella italiana, la presenza di petunie che risultano essere geneticamente modificate nel colore del fiore.
La commercializzazione di queste petunie è vietata in tutti i paesi dell'Unione europea, compresa l’Italia, perché queste piante non dispongono della sopra citata autorizzazione all’immissione in commercio ai sensi della direttiva 2001/18/CE.

Si invitano pertanto tutti i soggetti interessati ad evitare l'acquisto e la commercializzazione delle petunie geneticamente modificate nel colore del fiore riportate nella sottostante lista onde evitare di incorrere nelle sanzioni previste dal decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 224 di attuazione della direttiva 2001/18/CE.

Per eventuali segnalazioni o richieste di informazioni può essere utilizzato il seguente indirizzo di posta elettronica:
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Qui di seguito la lista dei nomi commerciali delle petunie geneticamente modificate nel colore del fiore, non autorizzate all’immissione in commercio.

Tale lista "Consolidated list of trade names reported as genetically modified" è predisposta dalla Commissione europea e aggiornata periodicamente sulla base dei campionamenti e delle analisi di laboratorio effettuate dagli Stati membri nonché sulla base di ogni altra informazione pertinente:

Consolidated list of trade names reported as genetically modified (lista aggiornata al 19/07/2018)

Piano generale per l’attività di vigilanza sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati

L’articolo 32 del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 224, stabilisce che il Ministro dell’ambiente, autorità nazionale competente ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del medesimo decreto legislativo, le regioni e le province autonome e gli enti locali esercitino l’attività di vigilanza sulla base di un piano generale da adottarsi con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri della salute e delle politiche agricole, alimentari e forestali, sentita la Conferenza unificata.

Qui di seguito si illustra il decreto 8 novembre 2017 "Piano generale per l’attività di vigilanza sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati" che consta di tre articoli e due allegati.

  • L'articolo 1 illustra la finalità del decreto, che è appunto quella di adottare il piano generale per l’attività di vigilanza e specifica il campo d’applicazione del decreto, dal quale sono escluse le attività di vigilanza e controllo in merito agli alimenti e mangimi geneticamente modificati (regolamento (CE) n. 1829/2003) e sulla tracciabilità e l’etichettatura(regolamento (CE) n. 1830/2003), e l’attività di analisi e controllo relativa ai prodotti sementieri di varietà geneticamente modificate (decreto legilativo 24 aprile 2001, n. 212). 
  • L'articolo 2 detta disposizioni in merito alle modalità di aggiornamento del piano generale per la vigilanza. 
  • L'articolo 3 istituisce il registro nazionale degli ispettori, tale registro è pubblicato sul sito istituzionale del Ministero dell'ambiente. 
  • Nell'allegato I viene descritto il piano generale per l’attività di vigilanza sull'emissione deliberata nell’ambiente di OGM. Il piano generale ha lo scopo di programmare e coordinare l’attività di vigilanza, di garantire il flusso di informazioni tra le amministrazioni centrali, regionali e locali, e di assicurare adeguata informazione pubblica rendendo disponibili sul sito istituzionale del Ministero dell’ambiente i risultati dell’attività svolta. Il piano generale è attuato attraverso un programma operativo nazionale annuale sulla base del quale vengono predisposti i programmi operativi regionali annuali delle ispezioni. Le ispezioni e i controlli sono effettuati su incarico del Ministro dell'ambiente, dei Ministeri della salute e delle politiche agricole alimentari e forestali, delle regioni e province autonome e degli enti locali; il programma operativo nazionale annuale viene condiviso nell’ambito di un Tavolo di coordinamento. 
  • L'allegato II riporta invece i modelli di verbale per le ispezioni e il modello di verbale di campionamento.

Tavolo di coordinamento

Registro nazionale degli ispettori

Fares

Pursuant to Article 38 of Legislative Decree n. 224/2003, until the adoption of the decree referred to in Article 33 paragraph 2 of the same decree, the fares established by Decree of 21 November 2001 shall be applied.


Deliberate release of GMOs for any other purpose than for placing on the market

Before submitting a notification for the deliberate release of a GMO for experimental, the notifier shall provide the payment of € 1,549.37 to the bank account or postal account of the Treasury of the Province where the deliberate release into the environment takes place, specifying as reason for payment:
Notifica di emissione deliberata nell’ambiente di OGM a scopo di ricerca e sviluppo (art. 38 D.L.vo n. 224/2003), cap. 2592, art. 12, Min. Ambiente.

For granting an authorization (conformity certificate) the payment of € 51.65 is due to the bank account or postal account of the Treasury of the Province where the deliberate release into the environment take place, specifying as before the same reason for payment.


Placing on the market of GMOs as or in products

Before submitting a notification for the placing on the market of GMOs, the notifier shall provide the payment of €3.098,74 to the bank account of the Provincial Treasury of Rome (IBAN: IT37X0100003245348032259212), or to the postal account of the Provincial Treasury of Rome (c/c n.: 871012), specifying as reason for payment:
Notifica di immissione sul mercato (art. 38 D.L.vo n. 224/2003), cap. 2592, art. 12, Min. Ambiente.

For granting an authorization (conformity certificate) the payment of € 51.65 is due to the bank account or postal account of the Provincial Treasury of Rome, specifying as before the same reason for payment.

Submission procedure of notifications for placing on the market of GMOs as or contained in products

In Italy the placing on the market of GMOs as or contained in products is governed by the Title III of Legislative Decree 8 July 2003 n. 224 implementing Directive 2001/18/EC.

Any person shall, before undertaking a deliberate release of a GMO, submit a notification to the National Competent Authority:

Italian National Competent Authority
Ministry for Environment, Land and Sea Protection,
Directorate General for Environmental Assessments and Permits (DVA)
Via Cristoforo Colombo, 44
Cap.00147, Rome, Italy
PEC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pursuant to Article 3 of Legislative Decree n. 224/2003, notification means: “the submission, in quadruplicate, of the information required by the present decree, with an additional copy for each region and autonomous province involved in notifications under the Title II, by any mean capable of producing a written record, to the national competent authority under Article 2 or the submission of the same information to the competent authority of another EU Member State ".

The notification shall contain:

  1. a copy of the assessment report for the notification regarding deliberate release of a GMO Under article 13, paragraph 3 of Legislative Decree n. 224/2003.
  2. the information required, in Annexes III and IV of Legislative Decree n. 224/2003, shall take into account the diversity of sites of use of the GMO and shall include information on data and results concerning the impact of the release on human and animal health and the environment for deliberate release of GMOs for any other purpose than for placing on the market;
  3. the environmental risk assessment required in Annex II, section D of Legislative Decree n. 224/2003, shall take into particular consideration risk assessment for agro-biodiversity, natural ecosystem, agricultural systems and food chain;
  4. the conditions for the placing on the market of the product, including specific conditions of use and handling;
  5. a proposed period for the consent which should not exceed ten years;
  6. a plan for monitoring in accordance with Annex VII, including a proposal for the time-period of the monitoring plan; this time-period may be different from the proposed period for the consent;
  7. a proposal for labelling, which shall comply with the requirements laid down in Annex IV of Legislative Decree n. 224/2003 and it shall include the words «this product contains genetically modified organisms».
  8. a proposal for packaging;
  9. a summary of the dossier, on paper and in e-format, in Italian and in English, in accordance to Decision 2002/813/EC, which shall contain all information specified in article 27, paragraph 4 of Legislative Decree n. 224/2003.

The notifier may proceed with the placing on the market for the first time in Italy, only when he has received the consent of the competent authority in accordance with article 21, paragraph 2 of Legislative Decree n. 224/2003.

 

Fares

Impiego confinato di Microrganismi Geneticamente Modificati

Con il Decreto Legislativo 12 aprile 2001, n. 206 è stata data attuazione in Italia alla Direttiva 98/81/CE, che modifica la precedente Direttiva 90/219/CE sull’impiego confinato di MOGM; dove per impiego confinato si intende “ogni attività nella quale i microrganismi sono modificati geneticamente o nella quale tali MOGM sono messi in coltura, conservati, trasportati, distrutti, smaltiti o altrimenti utilizzati, e per la quale vengono usate misure specifiche di contenimento al fine di limitare il contatto degli stessi con la popolazione e con l’ambiente e per garantire a questi ultimi un livello elevato di sicurezza”. Il decreto stabilisce le misure per l’impiego confinato dei microrganismi geneticamente modificati volte a tutelare la salute dell’uomo e l’ambiente. Ai fini dell’approvazione di un dato impiego di MOGM il notificante, prima della presentazione della richiesta di autorizzazione, dovrà effettuare una valutazione del rischio sulla base delle note orientative previste dal Decreto 25 settembre 2001, con lo scopo di impedire la diffusione e moltiplicazione nell’ambiente e negli organismi viventi di detti MOGM. Effettuata la valutazione del rischio, l’utilizzatore (responsabile dell’impiego) potrà assegnare l’impiego confinato ad una delle quattro classi di contenimento sotto elencate, applicando il relativo livello di contenimento (articolo 6 del Decreto Legislativo 206/2001):

  • classe 1: operazioni che presentano rischi nulli o trascurabili, ovvero operazioni per le quali un livello 1 di contenimento è adeguato a proteggere la salute umana e l’ambiente;
  • classe 2: operazioni a basso rischio, ovvero operazioni per le quali un livello 2 di contenimento è adeguato a proteggere la salute umana e l’ambiente;
  • classe 3: operazioni che presentano un rischio moderato, ovvero operazioni per le quali un livello 3 di contenimento è adeguato a proteggere la salute umana e l’ambiente;
  • classe 4: operazioni ad alto rischio, ovvero operazioni per le quali un livello 4 di contenimento è adeguato a proteggere la salute umana e l’ambiente.

In relazione alla classe di rischio attribuite ai MOGM che si intendono utilizzare, devono essere compilati i relativi moduli e la notifica deve essere trasmessa al Ministero della Salute dal responsabile dell’impiego.
Considerate le diverse e sostanziali modifiche che ha subito la Direttiva 90/219/CEE, per ragioni di chiarezza è stata effettuata la rifusione delle disposizioni sull’impiego confinato dei MOGM con la Direttiva 2009/41/CE. Poiché le novità introdotte dalla direttiva hanno riguardato esclusivamente le procedure di comitato a livello di UE, non è stato necessario per gli Stati membri provvedere al recepimento della nuova direttiva.

Per maggiori informazioni sull’uso confinato dei MOGM si rimanda al sito del Ministero della Salute dove è possibile trovare informazioni oltre che sulle classi di impiego, anche su autorizzazioni, scadenze e rinnovi delle notifiche.

La coesistenza

La Commissione europea ha delegato agli Stati membri il compito di elaborare norme per la coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche e ha fornito indicazioni utili allo scopo attraverso le linee guida contenute prima nella Raccomandazione 2003/556/CE del 23 Luglio 2003 e successivamente nella Raccomandazione 2010/C 200/01 del 13 luglio 2010 che ha abrogato la precedente.

L'eterogeneità delle tecniche colturali e la diversità delle condizioni economiche e ambientali nei paesi dell'UE richiedono infatti la messa a punto di misure opportune per evitare la presenza involontaria di OGM  in altri tipi di colture, come le colture tradizionali e biologiche; nello stesso tempo occorre offrire ai consumatori europei una reale possibilità di scelta, non solo attraverso un sistema efficace di etichettatura e tracciabilità degli OGM, ma anche attraverso la capacità del settore agricolo di fornire diversi tipi di prodotti.

La Raccomandazione 2010/C 200/01 prevede inoltre che, in presenza di determinate condizioni economiche e naturali, gli Stati membri possono vagliare la possibilità di escludere la coltivazione di OGM da vaste zone nel loro territorio, onde evitare la presenza involontaria di OGM nelle colture convenzionali e biologiche. In presenza di determinate condizioni economiche e naturali, gli Stati membri possono vagliare la possibilità di escludere la coltivazione di OGM da vaste zone nel loro territorio, onde evitare la presenza involontaria di OGM.

Nell'impossibilità di escludere la presenza involontaria di OGM nelle colture convenzionali e biologiche attraverso le misure di coesistenza, la regione Friuli Venezia Giulia, con la legge regionale 08 aprile 2011, n. 5, ha vietato la coltivazione su tutto il territorio regionale di mais OGM, con la legge regionale 20 gennaio 2015, n. 2, la regione Valle d'Aosta vieta la coltivazione di qualsiasi OGM sull'intero territorio regionale.

Legislazione unionale

La direttiva 2001/18/CE (testo consolidato), sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati (OGM), ha abrogato la Direttiva 90/220/CEE che ha rappresentato il primo strumento normativo europeo di regolamentazione per la valutazione dei rischi potenziali derivanti dall'emissione deliberata nell'ambiente degli OGM.

La direttiva 2001/18/CE, dando attuazione al Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza, stabilisce una metodologia comune tra tutti gli Stati membri dell'Unione europea per:

■ effettuare la valutazione del rischio sulla base di argomentazioni scientifiche comuni e rilevanti;

■ migliorare la gestione di tutti i possibili rischi (diretti e indiretti, immediati e differiti) per l'ambiente e la salute umana e animale;

■ regolamentare l'attività di monitoraggio successivamente all'emissione nell'ambiente o all'immissione sul mercato di OGM come tali o contenuti in prodotti e indica criteri comuni circa le modalità per effettuarlo e le regole per la tracciabilità;

■ promuovere l'informazione e la consultazione del pubblico.

I principi contenuti nella Direttiva 2001/18/CE sono stati estesi anche alle autorizzazioni per gli alimenti ed i mangimi GM con il Regolamento (CE) n.1829 del 22 Settembre 2003 e, per la complessità della materia, l'espressione del parere sulla valutazione della loro sicurezza è stata affidata all'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (AESA o EFSA, European Food Safety Authority), istituita con il Regolamento (CE) n.178 del 28 Gennaio 2002 allo scopo di tutelare al meglio la salute umana e animale, l'ambiente e gli interessi dei consumatori. La tracciabilità e l'etichettatura degli OGM e dei prodotti ottenuti dal tali organismi (alimenti e mangimi contenenti materiale GM) è disciplinata dal Regolamento (CE) n.1830 del 22 Settembre 2003.

Poiché la direttiva 2001/18/CE non contiene specifiche disposizioni in materia di esportazione di OGM dall'Unione europea verso Paesi terzi è stato adottato il Regolamento (CE) n. 1946 del 15 Luglio 2003, con lo scopo di istituire un sistema comune di notifiche e informazioni per i movimenti transfrontalieri, garantendo anche nelle esportazioni l'attuazione coerente del Protocollo di Cartagena.

L'art. 26a della direttiva 2001/18/CE prevede la possibilità per gli Stati membri di adottare tutte le misure opportune per evitare la presenza di OGM in altri prodotti, in particolare, per evitare la presenza di OGM in altre colture come le colture convenzionali e biologiche.

Con la Raccomandazione del 13 luglio 2010 la Commissione europea ha individuato i principi generali per l'elaborazione delle misure di coesistenza  a livello nazionale.

Il 13 marzo 2015 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea la Direttiva (UE) 2015/412, che modifica la Direttiva 2001/18/CE, per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione degli OGM sul loro territorio.