La Biosicurezza

Con il termine biosicurezza si intende l’insieme delle misure, delle politiche e delle procedure utili a ridurre al minimo i rischi potenziali per l’ambiente e la salute umana derivanti dai prodotti delle moderne biotecnologie.

La Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD) riconosce che le moderne biotecnologie rappresentano uno strumento rilevante, anche per la conservazione e l'uso sostenibile della diversità biologica (art. 16.1 e art. 19.1-2); d'altra parte la CBD cerca di garantire lo sviluppo di adeguate procedure per migliorare la loro sicurezza al fine di ridurre tutte le potenziali minacce alla diversità biologica, tenuto conto anche dei rischi per la salute umana.

I princìpi di riferimento a livello internazionale in tema di biosicurezza sono contenuti nel Protocollo di Cartagena, uno dei protocolli della CBD, che, rifacendosi al principio di precauzione, ha come obiettivo la protezione dell’ambiente e della salute umana dai rischi derivanti dal trasferimento, dalla manipolazione e dall’uso degli Organismi Viventi Modificati ottenuti dalle moderne biotecnologie.

L’Unione europea (UE) e i suoi Stati membri hanno adottato strumenti normativi utili a garantire i necessari livelli di sicurezza per l’ambiente e la salute umana così come previsto dal Protocollo.

Nell’UE infatti gli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) possono essere autorizzati all’emissione deliberata nell’ambiente per scopi sperimentali e all’immissione in commercio soltanto dopo aver superato una rigorosa procedura di valutazione del rischio per evitare qualsiasi possibile effetto negativo sull’ambiente e sulla salute umana. I princìpi e la metodologia per la valutazione del rischio sono trattati dalla direttiva 2001/18/CE sull'emissione deliberata nell'ambiente di OGM.

Sulla base dei risultati della valutazione del rischio vengono adottate le opportune misure di gestione del rischio, in ciascuna fase di manipolazione e utilizzo degli OGM, e realizzate attività di monitoraggio post-commercializzazione per osservare l’insorgere di eventuali effetti non previsti.

Consultazione pubblica ai sensi dell'articolo 12 del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 224

Per consultazione pubblica si intende la possibilità offerta a qualunque persona fisica o giuridica, istituzione, organizzazione o associazione, di formulare osservazioni o fornire informazioni in merito a ciascuna notifica presentata ai sensi del Titolo II del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 224.

Sono oggetto di consultazione pubblica i seguenti documenti e informazioni su ciascuna notifica:

• la sintesi del fascicolo tecnico contenente le informazioni necessarie alla valutazione del rischio ambientale connesso all'emissione deliberata nell'ambiente a scopo sperimentale di OGM;
• la valutazione del rischio ambientale;
ogni nuova informazione sui rischi per la salute umana, animale e per l'ambiente.

Compilando la sottostante area di registrazione si può accedere ai documenti e alle informazioni riguardanti ogni nuova notifica pervenuta.

Per facilitare la consultazione pubblica è stata predisposta una lista nella quale figurano, oltre ai soggetti istituzionali competenti a livello centrale e locale, associazioni di categoria, organizzazioni non governative di protezione ambientale e di tutela del consumatore e le università pubbliche italiane. A tale lista può accedere qualunque persona fisica o giuridica, istituzione, organizzazione o associazione che ne faccia richiesta.

I componenti della lista verranno avvisati all'avvio di ogni consultazione pubblica.

I soggetti registrati possono presentare osservazioni sulla notifica durante la consultazione pubblica che ha la durata di trenta giorni. Le osservazioni e le informazioni pervenute saranno prese in considerazione durante la fase istruttoria della notifica.