Il Protocollo di Cartagena

Il Protocollo non si applica al movimento transfrontaliero di organismi viventi modificati che costituiscono prodotti farmaceutici per uso umano che sono disciplinati da altri accordi od da organizzazioni internazionali pertinenti (art. 5).

Il Protocollo prevede:

  • una procedura di accordo preliminare in cognizione di causa (Advanced Informed Agreement, AIA), che si applica anteriormente al primo movimento transfrontaliero di organismi viventi modificati destinati ad essere intenzionalmente introdotti nell’ambiente della Parte importatrice (art. 7)
  • una procedura per organismi viventi modificati che sono destinati ad essere utilizzati direttamente per l’alimentazione umana e animale o ad essere trasformati (Food, Feed and Processing, FFP) (art. 11)

La procedura di accordo preliminare in cognizione di causa è costituita da 3 fasi (notifica dalla Parte che esporta - come da allegato I del Protocollo - conferma di ricevimento della notifica dalla Parte che importa, procedura di decisione della Parte che importa) e assicura al Paese importatore l'accesso a tutte le informazioni necessarie per valutare i rischi ambientali legati agli OVM e la possibilità di prendere una decisione prima dell'importazione, in accordo con il Principio di Precauzione. Alla luce delle nuove informazioni scientifiche sui potenziali rischi per la biodiversità è previsto che la Parte importatrice possa riesaminare e modificare la sua decisione sul movimento transfrontaliero intenzionale.

La seconda procedura relativa agli OVM per Food, Feed and Processing prevede l’invio di una informativa della Parte che intende utilizzare OVM sul proprio territorio nazionale alle altre Parti (come da allegato II del Protocollo) e l’adozione di una decisione che, alla luce di nuove informazioni scientifiche, può essere modificata.

Il Protocollo fissa, inoltre, i principi e le metodologie su come condurre la valutazione del rischio (allegato III del Protocollo) e, in caso di rilascio accidentale di OVM, le Parti devono adottare misure per la gestione del rischio (artt. 16-17).

Le Parti, durante il processo decisionale per l’importazione, possono anche tenere conto, in linea con i loro obblighi internazionali, di considerazioni di natura socio-economica (art. 26).

Le Parti contraenti del Protocollo devono garantire che gli OVM siano manipolati, imballati, trasportati in condizioni di sicurezza ed opportunamente etichettati. Inoltre, la loro spedizione transfrontaliera deve essere accompagnata da idonea documentazione che specifichi, tra l'altro, l'identità dell’OVM e i soggetti da contattare per ulteriori informazioni (art. 18).

Il Protocollo inoltre ha istituito il meccanismo di Clearing-House e prende in considerazione una serie di tematiche chiave, tra cui lo sviluppo e il rafforzamento delle risorse umane e delle capacità istituzionali nel settore della biosicurezza (Capacity Building, art. 22 del Protocollo), la sensibilizzazione e la partecipazione del pubblico (art. 23 del Protocollo).