Strumenti Attuativi del Protocollo

Piano Strategico per il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza per il periodo 2011-2020

Durante la COP-MOP 5, con la decisione BS-V/16, è stato adottato il Piano Strategico per il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza per il periodo 2011-2020. Il Piano Strategico comprende una visione, una dichiarazione di intenti e cinque obiettivi strategici. Le aree focali alla base dei cinque obiettivi strategici sono le seguenti:

  • facilitare la creazione e l'ulteriore sviluppo di sistemi per l'attuazione del protocollo;
  • rafforzare le capacità istituzionali in materia di biosicurezza (capacity building);
  • favorire l’osservanza delle disposizioni (compliance) del Protocollo e aumentare la sua efficacia attraverso un meccanismo di valutazione e revisione;
  • promuovere la condivisione delle informazioni;
  • favorire la divulgazione e la cooperazione.

La COP-MOP ha sollecitato i governi e le organizzazioni ad allineare le loro azioni per attuare il Piano Strategico e destinare adeguate risorse umane e finanziarie per accelerarne l'attuazione. Una valutazione intermedia del Piano Strategico sarà effettuata dopo cinque anni durante la COP-MOP 8.

 

Piano d’Azione per la capacity building per la biosicurezza
(rafforzamento delle risorse umane e delle capacità istituzionali nel settore della biosicurezza)

Durante la COP-MOP 1, con la decisione BS-I/5 - Annesso I, è stato adottato il Piano d’Azione per rafforzamento delle risorse umane e delle capacità istituzionali nel settore della biosicurezza per l’effettiva implementazione del Protocollo di Cartagena, successivamente rivisto durante la COP-MOP 3, con la decisione BS-III/3 - Allegato.

L'obiettivo del Piano d’Azione è agevolare e sostenere, in un modo tempestivo, lo sviluppo e il rafforzamento delle capacità per la ratifica e l'effettiva attuazione del Protocollo a livello nazionale, subregionale, regionale e globale, compresi la fornitura di servizi finanziari, il supporto tecnico e tecnologico ai Paesi in via di sviluppo e a quelli con economie in transizione.

 

Protocollo Addizionale di Nagoya-Kuala Lumpur in materia di responsabilità e risarcimento al Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza

Il 15 Ottobre 2010, a Nagoya, in Giappone, è stato adottato il Protocollo Addizionale di Nagoya Kuala Lumpur sulla responsabilità e il risarcimento al Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza che utilizza un approccio di tipo amministrativo per cercare misure di risposta in caso di danno o di sufficienti probabilità di danno, arrecato alla conservazione e all’uso sostenibile della diversità biologica derivante da movimenti transfrontalieri di Organismi Viventi Modificati (OVM).

Il Protocollo Addizionale va visto da un lato nella sua funzione di prevenzione del danno, dall’altro lato come ulteriore misura volta a far crescere la fiducia nello sviluppo e nell’applicazione della moderna biotecnologia. Esso favorisce la creazione di condizioni per ottenere il massimo vantaggio dalle potenzialità degli OVM, stabilendo misure di risposta e regole per il risarcimento nell’eventualità che qualcosa non funzioni e che la diversità biologica subisca o abbia probabilità di subire un danno; la probabilità che le componenti della biodiversità possano subire un danno viene valutata sulla base delle informazioni scientifiche disponibili e aggiornate, ovvero sulla base dello scambio e della condivisione di informazioni con l’ausilio della Biosafety Clearing-House predisposta ai sensi dell’articolo 20 del Protocollo di Cartagena.

Il Protocollo Aggiuntivo è stato messo a disposizione per la firma presso la sede delle Nazioni Unite a New York tra il 7 marzo 2011 e il 6 marzo 2012; l’Unione europea ha sottoscritto il Protocollo Aggiuntivo il 14 maggio 2011e l’Italia il 14 giugno 2011.

Con la Decisione del Consiglio del 12 febbraio 2013, il Protocollo Addizionale è stato approvato a nome dell' Unione europea.

In Italia è stato avviato l'iter di ratifica del Protocollo Addizionale.