Legislazione

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Legislazione dell'Unione europea

L’attuale quadro legislativo unionale sugli organismi geneticamente modificati (OGM), per applicazioni a scopo sperimentale e commerciale, deriva da un lungo processo che ha visto la predisposizione di provvedimenti sempre più rispondenti alle innovazioni scientifiche e alle nuove problematiche riguardanti la valutazione e la gestione del rischio dall'utilizzo di OGM. Nell’Unione Europea gli OGM possono essere autorizzati soltanto dopo aver superato una rigorosa procedura di valutazione riguardo la loro sicurezza per fare in modo che qualsiasi possibile conseguenza, non intenzionale o indesiderabile, diretta o indiretta sull’ambiente e sulla salute umana e animale, sia rilevata ed evitata, attraverso una valutazione “caso per caso”, prendendo in considerazione il rapporto rischio/beneficio.  Per saperne di più.

 

Legislazione italiana

Il decreto legislativo 8 luglio 2003 n.224 (D.L. vo  224/2003), che recepisce a livello nazionale la direttiva 2001/18/CE, stabilisce, nel rispetto del principio di precauzione, le misure utili a proteggere la salute umana, animale e l’ambiente nel caso di:

  • emissione deliberata  nell'ambiente di OGM per scopi diversi dall’immissione sul mercato;
  • immissione sul mercato di OGM come tali o contenuti in prodotti.

L’Italia, in quanto Stato membro dell’Unione Europea, ha infatti l’obbligo di recepire le direttive unionali e di ottemperare ai regolamenti (direttamente applicabili negli Stati membri).

Il 12 dicembre 2016 è entrato in vigore il decreto legislativo 14 novembre 2016, n. 227 concernente l’attuazione della direttiva (UE) 2015/412, che modifica la direttiva 2001/18/CE per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati (OGM) sul loro territorio; tale decreto modifica il decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 224, introducendo un meccanismo che rende possibile limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati (OGM) sul territorio italiano. Per saperne di più

 L’articolo 32 del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 224, stabilisce che il Ministro dell’ambiente, le regioni e le province autonome e gli enti locali esercitino l’attività di vigilanza sull'emissione deliberata nell'ambiente di OGM sulla base di un piano generale da adottarsi con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri della salute e delle politiche agricole, alimentari e forestali, sentita la Conferenza unificata. A tale scopo è stato emanato il decreto 8 novembre 2017 recante il "Piano generale per l’attività di vigilanza sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati". Per saperne di più

 Per completezza di informazione si desidera fare un accenno anche alla normativa sull’impiego in ambiente confinato di Microrganismi Geneticamente Modificati (MOGM).
Per MOGM si intende ogni entità microbiologica cellulare e non cellulare (compresi virus, viroidi, cellule animali e cellule vegetali in coltura) il cui materiale genetico è stato modificato sia con tecniche di ricombinazione di acido nucleico, sia con tecniche di introduzione diretta di materiale genetico, sia con tecniche di fusione cellulare o ibridizzazione, comunque in modo differente dai processi di ricombinazione o di incrocio che avvengono in natura.
Il Decreto Legislativo 12 aprile 2001 n. 206 stabilisce le misure per l'impiego confinato dei microrganismi geneticamente modificati, volte a tutelare la salute dell'uomo e l'ambiente. Autorità nazionale competente per i MOGM è il Ministero della Salute. Per saperne di più