Legislazione unionale

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La direttiva 2001/18/CE (testo consolidato), sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati (OGM), ha abrogato la Direttiva 90/220/CEE che ha rappresentato il primo strumento normativo europeo di regolamentazione per la valutazione dei rischi potenziali derivanti dall'emissione deliberata nell'ambiente degli OGM.

La direttiva 2001/18/CE, dando attuazione al Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza, stabilisce una metodologia comune tra tutti gli Stati membri dell'Unione europea per:

■ effettuare la valutazione del rischio sulla base di argomentazioni scientifiche comuni e rilevanti;

■ migliorare la gestione di tutti i possibili rischi (diretti e indiretti, immediati e differiti) per l'ambiente e la salute umana e animale;

■ regolamentare l'attività di monitoraggio successivamente all'emissione nell'ambiente o all'immissione sul mercato di OGM come tali o contenuti in prodotti e indica criteri comuni circa le modalità per effettuarlo e le regole per la tracciabilità;

■ promuovere l'informazione e la consultazione del pubblico.

I principi contenuti nella Direttiva 2001/18/CE sono stati estesi anche alle autorizzazioni per gli alimenti ed i mangimi GM con il Regolamento (CE) n.1829 del 22 Settembre 2003 e, per la complessità della materia, l'espressione del parere sulla valutazione della loro sicurezza è stata affidata all'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (AESA o EFSA, European Food Safety Authority), istituita con il Regolamento (CE) n.178 del 28 Gennaio 2002 allo scopo di tutelare al meglio la salute umana e animale, l'ambiente e gli interessi dei consumatori. La tracciabilità e l'etichettatura degli OGM e dei prodotti ottenuti dal tali organismi (alimenti e mangimi contenenti materiale GM) è disciplinata dal Regolamento (CE) n.1830 del 22 Settembre 2003.

Poiché la direttiva 2001/18/CE non contiene specifiche disposizioni in materia di esportazione di OGM dall'Unione europea verso Paesi terzi è stato adottato il Regolamento (CE) n. 1946 del 15 Luglio 2003, con lo scopo di istituire un sistema comune di notifiche e informazioni per i movimenti transfrontalieri, garantendo anche nelle esportazioni l'attuazione coerente del Protocollo di Cartagena.

L'art. 26a della direttiva 2001/18/CE prevede la possibilità per gli Stati membri di adottare tutte le misure opportune per evitare la presenza di OGM in altri prodotti, in particolare, per evitare la presenza di OGM in altre colture come le colture convenzionali e biologiche.

Con la Raccomandazione del 13 luglio 2010 la Commissione europea ha individuato i principi generali per l'elaborazione delle misure di coesistenza  a livello nazionale.

Il 13 marzo 2015 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea la Direttiva (UE) 2015/412, che modifica la Direttiva 2001/18/CE, per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione degli OGM sul loro territorio.