La Biosicurezza

Il termine biosicurezza si riferisce all’insieme delle misure, delle politiche e delle procedure utili a ridurre al minimo i rischi potenziali per l’ambiente e la salute umana e animale derivanti dalle moderne biotecnologie.

La Convenzione sulla Diversità Biologica riconosce chiaramente che le moderne biotecnologie rappresentano uno strumento rilevante, anche per la conservazione e l'uso sostenibile della diversità biologica (art. 16.1 e art. 19.1-2); d'altra parte la CBD cerca di garantire lo sviluppo di adeguate procedure per migliorare la loro sicurezza al fine di ridurre tutte le potenziali minacce alla diversità biologica, tenuto conto anche dei rischi per la salute umana.

Il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza ha lo scopo di assicurare un adeguato livello di protezione per quanto riguarda il trasferimento, la manipolazione e l’uso sicuro degli organismi viventi geneticamente modificati (OVM), frutto delle moderne biotecnologie, in modo da assicurare la conservazione e l’uso sostenibile della diversità biologica ed impedire anche qualsiasi rischio per la salute umana.

L’Unione europea (UE) e i suoi Stati membri hanno adottato strumenti normativi (Direttiva 2001/18/CE e Regolamento (CE) n. 1829/2003) utili a garantire i necessari livelli di sicurezza per l’ambiente e per la salute umana e animale. Nell’UE infatti gli organismi geneticamente modificati (OGM) possono essere autorizzati soltanto dopo aver superato una rigorosa procedura di valutazione riguardo la loro sicurezza per fare in modo che qualsiasi possibile conseguenza, non intenzionale o indesiderabile, diretta o indiretta, sull’ambiente e sulla salute umana e animale, sia rilevata ed evitata, attraverso una valutazione “caso per caso”, prendendo in considerazione il rapporto rischio/beneficio. 

Le moderne biotecnologie
Le moderne biotecnologie utilizzano tecniche di biologia molecolare per produrre organismi viventi geneticamente modificati(OVM), cioè organismi il cui genoma risulta alterato per  la modificazione della sequenza del DNA o per inserzione di geni (transgeni) derivanti da un altro organismo. Le moderne biotecnologie imitano quanto normalmente avviene in natura nel processo di evoluzione attraverso fenomeni noti come  mutazioni e flusso genico tra organismi, come conseguenza dell'adattamento alle mutevoli condizioni ambientali. 

Il ruolo e l'uso delle biotecnologie moderne nei settori della medicina, dell'industria, dell'agricoltura e dell'ambiente stanno assumendo un'importanza sempre maggiore.
In medicina le biotecnologie sono implicate nello sviluppo di nuovi farmaci, vaccini, terapie genetiche e nel miglioramento delle diagnosi delle malattie ereditarie, nonché nella conoscenza del genoma umano.
Nell'industria (chimica, farmaceutica o alimentare) sono ampliamente utilizzati microrganismi geneticamente modificati per il miglioramento dei processi di produzione di antibiotici, vitamine, aminoacidi, enzimi, zuccheri, bevande, acidi, solventi, saponi, colle, oli, plastiche ecc.
L'applicazione delle biotecnologie in agricoltura ha portato allo sviluppo e alla successiva commercializzazione di piante geneticamente modificate (GM), con proprietà nutritive e produttive migliorate, con tolleranza agli erbicidi e resistenza ai fattori avversi, sia biotici (patogeni, parassiti) che abiotici (salinità, siccità). Lo sviluppo delle agro-biotecnologie è iniziato con la produzione di piante GM in grado di tollerare gli erbicidi e di resistere ai più importanti parassiti e fattori ambientali avversi (OGM di I generazione), per poi spostarsi verso la produzione dei "cibi funzionali" rappresentati da piante GM con proprietà nutritive migliorate (OGM di II generazione).
Anche se le piante GM mostrano numerosi vantaggi, la loro coltivazione in campo aperto è ancora al centro di molte discussioni riguardanti i potenziali rischi che potrebbero derivare dal trasferimento del transgene a piante selvatiche o ad altri organismi, dalla potenziale tossicità dell'OGM e dall'indesiderato sviluppo di allergie e intolleranze nell'uomo e negli animali.
Al giorno d'oggi le prospettive di utilizzo delle biotecnologie  in ambito ambientale sono indirizzate alla risoluzione di alcune problematiche quali il controllo dell'inquinamento; l'eliminazione di residui tossici; recupero dei metalli da scarti minerari; uso di fonti energetiche rinnovabili, in particolare di lignocellulosa; la produzione di nuovi materie prime e fonti energetiche, come l'etanolo, il metano e l'idrogeno.
Nel futuro le biotecnologie potrebbero essere applicate al campo zootecnico per ottenere miglioramenti nella produttività di animali di allevamento e quindi ottenere cibi migliorati per qualità ed assenza di organismi patogeni.
Alla luce di quanto riportato finora, risulta evidente che le biotecnologie coprono un ampio spettro di campi di applicazione con enormi potenzialità e che il loro successo dipende anche dalle soluzioni ad importanti questioni etiche, sociali, economiche e ambientali che sono legate alla valutazione del rischio dell'impatto che gli OGM potrebbero avere sulla salute umana, animale e sull'ambientale.

Maggiori informazioni possono essere reperite nella sezione Pubblicazioni.

La protezione delle invenzioni biotecnologiche viene garantita a livello comunitario dalla Direttiva 98/44/CE sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche.
L'Italia ha recepito la direttiva con il decreto legge 10 gennaio 2006, n. 3 poi convertito nella legge n. 78 del 26 febbraio 2006

 

Per completezza di informazione si desidera fare un accenno anche alla normativa sull’impiego in ambiente confinato di Microrganismi Geneticamente Modificati (MOGM).
Per MOGM si intende ogni entità microbiologica cellulare e non cellulare (compresi virus, viroidi, cellule animali e cellule vegetali in coltura) il cui materiale genetico è stato modificato sia con tecniche di ricombinazione di acido nucleico, sia con tecniche di introduzione diretta di materiale genetico, sia con tecniche di fusione cellulare o ibridizzazione, comunque in modo differente dai processi di ricombinazione o di incrocio che avvengono in natura.
Il Decreto Legislativo 12 aprile 2001 n. 206 stabilisce le misure per l'impiego confinato dei microrganismi geneticamente modificati, volte a tutelare la salute dell'uomo e l'ambiente.

Autorità nazionale competente per i MOGM è il Ministero della Salute.

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