Glossario

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Agrobatterio: batterio patogeno vegetale in grado di infettare le piante tramite trasferimento genico orizzontale. I batteri di questa classe infatti sono in grado di introdurre plasmidi, come per esempio il plasmide Ri di Agrobacterium rhizogenes e il plasmide Ti di Agrobacterium tumefaciens, che sono la causa diretta nelle piante dicotiledoni, rispettivamente di una patologia che comporta la crescita incontrollata di radici sottili e filamentose e della patologia nota come galla del colletto. Il DNA dell’agrobatterio si integra nel genoma delle piante infettate conferendo una trasformazione stabile che può essere trasmessa alla progenie.

Allele: ciascuna delle forme alternative in cui può comparire un gene. L’allele più frequente in una popolazione è definito selvatico e differisce per una o più mutazioni dagli altri alleli. La presenza di alleli alternativi viene definita polimorfismo. Ogni genoma eucariota comprende un allele di origine materna e uno di origine paterna per ciascun gene. L’individuo portatore di due copie dello stesso allele è detto omozigote, se recante due alleli differenti viene definito eterozigote.

Antibiotico: composto naturale ottenuto da microrganismi capaci di inibire la crescita o di uccidere altri microrganismi.

Antibiotico-resistenza: resistenza dei microrganismi (batteri, lieviti e funghi) all’effetto batteriostatico o battericida di una o più classi di antibiotici. Tale effetto può essere mediato da differenti classi di enzimi (es., lattamasi, fosfatasi, acetil-transferasi, ecc.), codificati da geni presenti in genere su plasmidi o elementi genetici mobili (trasposoni).

Autorità nazionale competente: ogni Parte contraente del Protocollo di Cartagena designa l’autorità nazionale competente che è responsabile dello svolgimento delle funzioni amministrative del Protocollo e che è autorizzata ad agire a nome dello Stato nell’esercizio di tali funzioni. (art. 19 del Protocollo).

Batterio: organismo unicellulare procariota il cui patrimonio genetico è formato da un'unica molecola circolare di DNA che non è contenuto nel nucleo ma direttamente nel citoplasma.

Biodiversità o diversità biologica: “La variabilità fra gli organismi viventi d'ogni tipo, inclusi, fra gli altri, i terrestri, i marini e quelli d'altri ecosistemi acquatici, nonché i complessi ecologici di cui fanno parte. Ciò include la diversità entro le specie, fra le specie e la diversità degli ecosistemi" (art. 2, Convenzione sulla Diversità Biologica).

Biotecnologia: scienza che utilizza applicazioni tecnologiche su organismi viventi per sviluppare o produrre prodotti di interesse industriale e scientifico. Un ramo importante della biotecnologia si avvale della tecnologia del DNA ricombinante per produrre in laboratorio cambiamenti del genoma di cellule o di organismi tramite la modificazione, l’inserzione o la delezione di uno o più geni al fine di ottenere un organismo con le caratteristiche desiderate.

Cultivar: varietà di pianta coltivata, ottenuta con la selezione artificiale, che presenta un insieme di specifici caratteri morfologici, fisiologici e agronomici di particolare interesse e trasmissibili con la propagazione, sia per seme sia per parti vegetative della pianta.

Decisione: atto vincolante per gli Stati membri dell’Unione europea e direttamente applicabile.

Direttiva: atto che vincola gli Stati membri dell’Unione europea a realizzare determinati obiettivi, lasciando piena libertà quanto alla scelta della forma e dei mezzi da utilizzare. Può avere come destinatari uno Stato membro (direttiva individuale) o tutti gli Stati membri (direttiva generale). Il legislatore nazionale deve approvare uno o più atti che recepiscono la direttiva. Nella direttiva è indicato il termine entro il quale deve essere recepita nel diritto nazionale.

DNA (acido deossiribonucleico): molecola organica che contiene l'informazione genica trasmessa ereditariamente. Il DNA è costituito da due filamenti di desossiribonucleotidi, uniti da legami idrogeno fra le coppie di basi complementari (adenina con timina, citosina con guanina) e avvolti in senso opposto (antiparallelo) l'uno rispetto all'altro a formare una doppia elica.

Emissione deliberata: “Qualsiasi introduzione intenzionale nell’ambiente di un OGM o una combinazione di OGM per la quale non vengono usate misure specifiche di confinamento, al fine di limitare il contatto con la popolazione e con l’ambiente e per garantire un livello elevato di sicurezza per questi ultimi” (art. 2, dir. 2001/18/CE).

Erbicida: fitofarmaco con azione tossica sulle specie vegetali utilizzato per il controllo delle piante infestanti. Alcuni erbicidi sono selettivi mentre altri hanno un’azione ad ampio spettro.

Flusso genico: trasferimento di materiale genetico da una popolazione ad un’altra; può avvenire attraverso la normale via riproduttiva (trasferimento genico verticale) oppure con altri meccanismi tra specie non sessualmente compatibili (trasferimento genico orizzontale).

Gene: unità fondamentale, fisica e funzionale, dell'eredità che trasmette le informazioni da una generazione alla successiva. Un gene occupa una posizione definita e fissa (locus) di un particolare cromosoma. Da un punto di vista biochimico, un gene è una sequenza polinucleotidica di DNA che serve da stampo per la produzione (trascrizione) di un RNA messaggero codificante per una specifica proteina, o di un RNA non codificante. Un gene è composto, oltre che dalla sequenza codificante, anche dalle sequenze che servono a regolarne il funzionamento. Spesso, ad eccezione dei procarioti, i geni sono strutturalmente discontinui, cioè contengono un’alternanza di sequenze codificanti (esoni), che si ritrovano nel trascritto maturo, e sequenze non codificanti (introni) che vengono rimosse dall’RNA dopo la trascrizione. La manifestazione dei caratteri codificati dalle informazioni contenute nel materiale genico (genotipo) rappresenta il fenotipo.

Genoma: tutte le sequenze di acido nucleico che costituiscono il patrimonio genetico completo di un organismo.

Immissione in commercio. La messa a disposizione di terzi, dietro compenso o gratuitamente” (art. 2, Dir. 2001/18/CE)

Ingegneria genetica o tecnica del DNA ricombinante. l’insieme delle tecnologie che permettono di manipolare il patrimonio genetico degli organismi viventi al fine di ottenere individui dotati di nuove caratteristiche. Tra le varie applicazioni vi sono la preparazione di vaccini vivi e attenuati, la produzione di anticorpi monoclonali, l'inserzione nel genoma di procarioti di geni che codificano per la sintesi di sostanze quali antibiotici, ormoni, ecc.

Microorganismo: ogni entità microbiologica cellulare o non cellulare capace di replicarsi o di trasferire materiale genetico, compresi virus, viroidi, cellule animali e cellule vegetali in coltura.

Microrganismo geneticamente modificato (MOGM):
microrganismo il cui materiale genetico è stato modificato sia con tecniche di ricombinazione di acido nucleico, sia con tecniche di introduzione diretta di materiale genetico, sia con tecniche di fusione cellulare o ibridizzazione, comunque in modo differente dai processi di ricombinazione o di incrocio che avvengono in natura.

Mutazione:
ogni cambiamento permanente nella sequenza nucleotidica del DNA, capace o meno di esercitare un’influenza sul fenotipo. Le mutazioni possono essere classificate in base all'origine: mutazioni spontanee (insorgono in assenza di agenti mutageni) o indotte (dovute ad agenti chimici, fisici o biologici).


Notifica: relativamente agli OGM, consiste nella presentazione all’autorità nazionale competente di uno Stato membro delle informazioni prescritte dalla direttiva 2001/18/CE e della normativa nazionale di recepimento di tale direttiva al fine di ottenere l’autorizzazione all’emissione deliberata nell’ambiente a scopo sperimentale o all’immissione in commercio di un dato OGM.

Notificante: soggetto a carico del quale incombe l’obbligo di notifica (art. 3, D.L.vo n. 224/2003).

Organismo geneticamente modificato: “un organismo, ad eccezione degli esseri umani, il cui materiale genetico è stato modificato in modo tale che non si genera più in modo naturale per moltiplicazione o ricombinazione” (art. 2, direttiva 2001/18/CE).

Organismo vivente modificato: “ogni organismo vivente che possiede una combinazione inedita di materiale genetico, ottenuta avvalendosi della biotecnologia moderna” (art. 3, Protocollo di Cartagena).

Paia di basi: unità di misura della lunghezza degli acidi nucleici a doppia elica espressa in paia di basi.

Raccomandazione: atto non vincolante, consente alle istituzioni europee di rendere note le loro posizioni e di suggerire linee di azione senza imporre obblighi giuridici a carico dei destinatari.

Regolamento: atto normativo avente portata generale, obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli ordinamenti degli Stati membri dell’Unione europea.

Specie: categoria tassonomica che include gli individui appartenenti ad una o più popolazioni in grado di incrociarsi dando origine a prole fertile.

Transgene: gene sintetizzato in laboratorio o proveniente da un altro organismo che viene inserito artificialmente in un organismo ospite sessualmente non compatibile con l’organismo donatore.

Transgenico: organismo il cui genoma è stato modificato mediante l'introduzione di uno o più geni o sequenze nucleotidiche estranee con la tecnica del DNA ricombinante, e che può trasmettere tale modifica alla propria discendenza.

Uso confinato: indica ogni operazione intrapresa in un impianto, in un’installazione o in qualsiasi altra struttura fisica, che coinvolge organismi viventi modificati il cui controllo è disciplinato da misure specifiche che ne limitino effettivamente il contatto, nonché l’impatto, con l’ambiente esterno.