La coesistenza

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La Commissione europea ha delegato agli Stati membri il compito di elaborare norme per la coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche e ha fornito indicazioni utili allo scopo attraverso le linee guida contenute prima nella Raccomandazione 2003/556/CE del 23 Luglio 2003 e successivamente nella Raccomandazione 2010/C 200/01 del 13 luglio 2010 che ha abrogato la precedente.

L'eterogeneità delle tecniche colturali e la diversità delle condizioni economiche e ambientali nei paesi dell'UE richiedono infatti la messa a punto di misure opportune per evitare la presenza involontaria di OGM  in altri tipi di colture, come le colture tradizionali e biologiche; nello stesso tempo occorre offrire ai consumatori europei una reale possibilità di scelta, non solo attraverso un sistema efficace di etichettatura e tracciabilità degli OGM, ma anche attraverso la capacità del settore agricolo di fornire diversi tipi di prodotti.

La Raccomandazione 2010/C 200/01 prevede inoltre che, in presenza di determinate condizioni economiche e naturali, gli Stati membri possono vagliare la possibilità di escludere la coltivazione di OGM da vaste zone nel loro territorio, onde evitare la presenza involontaria di OGM nelle colture convenzionali e biologiche. In presenza di determinate condizioni economiche e naturali, gli Stati membri possono vagliare la possibilità di escludere la coltivazione di OGM da vaste zone nel loro territorio, onde evitare la presenza involontaria di OGM.

Nell'impossibilità di escludere la presenza involontaria di OGM nelle colture convenzionali e biologiche attraverso le misure di coesistenza, la regione Friuli Venezia Giulia, con la legge regionale 08 aprile 2011, n. 5, ha vietato la coltivazione su tutto il territorio regionale di mais OGM, con la legge regionale 20 gennaio 2015, n. 2, la regione Valle d'Aosta vieta la coltivazione di qualsiasi OGM sull'intero territorio regionale.