La coltivazione degli OGM nell'Unione europea e in Italia

La direttiva (UE) 2015/412, che modifica la Direttiva 2001/18/CE, prevede un meccanismo in due fasi che consente agli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di un OGM sul loro territorio dopo l'autorizzazione a livello di Unione europea.

La Direttiva (UE) 2015/412 prevede anche delle misure transitorie, tramite le quali dal 2 aprile al 3 ottobre 2015, è stato possibile per gli Stati membri richiedere l’esclusione del loro territorio dell’ambito geografico di un’autorizzazione alla coltivazione presentata o concessa, ai sensi della Direttiva 2001/18/CE o del Regolamento (CE) n.1829/2003, prima del 2 aprile 2015.

Diciannove Stati membri tra cui l’Italia hanno richiesto e ottenuto tale esclusione dal loro territorio dall'ambito geografico di coltivazione di sei varietà di mais geneticamente modificato (MON810, 1507, 59122, Bt11, GA21 e 1507x59122).
Restrizioni dell'ambito geografico delle autorizzazioni per gli OGM: richieste ed esiti degli Stati membri

Il 5 marzo del 2016 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell' UE la   decisione di Esecuzione (UE) 2016/321 della Commissione  che modifica l'ambito geografico dell'autorizzazione alla coltivazione del granturco geneticamente modificato (Zea mays L.) MON 810 (MON-ØØ81Ø-6).

In Italia la direttiva (UE) 2015/412 è stata recepita attraverso:

  • la legge 9 luglio 2015, n. 114 (legge di delegazione europea 2014) che delega al Governo l’adozione del decreto legislativo di attuazione della direttiva;
  • la legge 29 luglio 2015, n. 115 (legge europea 2014) che ha dato attuazione alle misure transitorie della direttiva.

In applicazione della legge n. 114/2015 è stato emanato il decreto legislativo 14 novembre 2016, n. 227 di attuazione della direttiva (UE) 2015/412, che modifica la direttiva 2001/18/CE per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati (OGM) sul loro territorio.

In applicazione della legge n. 115/2015, il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministro della salute, dopo il parere positivo della Conferenza Stato-Regioni, ha trasmesso alla Commissione europea le richieste di esclusione dall’ambito geografico delle domande di autorizzazione già concesse o in via di concessione per sei mais geneticamente modificati; le richieste di esclusione sono state accolte.