Procedura di autorizzazione per l’immissione in commercio di alimenti e mangimi geneticamente modificati ai sensi del regolamento (CE) n. 1829/2003

Prima fase (domanda di autorizzazione): per ottenere l’autorizzazione all’immissione in commercio nell’Unione europea di alimenti o mangimi geneticamente modificati (GM) deve essere presentata una domanda di autorizzazione all’Autorità Competente (AC) di uno Stato membro. Entro 14 giorni dal ricevimento della domanda, l’AC rende disponibile la domanda all’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (AESA). L’AESA invia copia della domanda alla Commissione europea e agli altri Stati membri e mette a disposizione del pubblico la sintesi del dossier.

Seconda fase (parere dell’AESA): entro 180 giorni dal ricevimento della domanda di autorizzazione, l’AESA esprime il suo parere e lo invia alla Commissione europea, agli Stati membri e al notificante. L’AESA rende pubblico il suo parere. Entro 30 giorni dalla pubblicazione del parere dell’AESA, il pubblico può presentare le sue osservazioni alla Commissione europea.

Terza fase (autorizzazione all’immissione in commercio): entro 90 giorni dal ricevimento del parere dell’AESA, la Commissione europea sottopone al Comitato permanente sulle piante animali, alimenti e mangimi – Sezione alimenti e mangimi geneticamente modificati e rischio ambientale, una proposta di decisione in merito alla domanda di autorizzazione che tiene conto del parere dell’AESA.
Nel caso in cui il Comitato permanente esprima parere favorevole, l’autorizzazione è concessa, e la Commissione informa il richiedente l’autorizzazione della sua decisione e la pubblica sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea.

Nel caso in cui il Comitato permanente esprima parere contrario la domanda di autorizzazione è respinta.

Nel caso in cui il Comitato permanente non si esprima si applica la procedura di Comitato.

L’autorizzazione è valida per un periodo di 10 anni.

 1829 IT

Registro delle autorizzazioni all’immissione in commercio di alimenti e mangimi GM presentate nell’Unione europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1829/2003.